Microsoft sta rispondendo alla crescente pressione pubblica e politica sull’aumento dei costi dell’elettricità associati alla sua rete in espansione di data center. In una dichiarazione rilasciata martedì, il colosso della tecnologia ha affermato che incoraggerà attivamente i servizi pubblici a implementare tariffe elettriche più elevate appositamente per i data center, con l’obiettivo di proteggere i clienti residenziali dall’aumento delle bollette. Questa mossa arriva in concomitanza con l’opposizione all’impennata della costruzione di data center negli Stati Uniti, alimentata dalle preoccupazioni sulla tensione della rete, sull’utilizzo dell’acqua e sui potenziali aumenti dei tassi.
Crescente opposizione ai data center
La reazione contro i data center non è più isolata. Ricerche recenti indicano un forte aumento della resistenza locale, con miliardi di dollari in progetti bloccati o annullati a causa dell’opposizione della comunità. La questione è diventata bipartisan, con figure come l’ex stratega di Trump Steve Bannon che esprime preoccupazione per l’onere economico di queste strutture. Allo stesso tempo, l’amministrazione Trump ha spinto in modo aggressivo per accelerare lo sviluppo dei data center, rimuovendo anche le protezioni ambientali per accelerare la costruzione.
La tensione fondamentale è semplice: i data center consumano enormi quantità di energia e tale domanda è visibile nelle bollette elettriche. I progetti dell’Energy Information Administration prevedono continui aumenti dei costi energetici fino al 2026, in parte guidati dall’insaziabile appetito di queste strutture. In Wisconsin, Microsoft ha annullato il progetto di un data center dopo che gruppi locali avevano avvertito di un potenziale aumento dei tassi del 5-15%. Un’opposizione simile si sta formando nel Michigan, dove centinaia di residenti hanno partecipato a una recente riunione della commissione di pianificazione per esprimere le loro preoccupazioni.
La risposta di Microsoft: un approccio da “buon vicino”.
La proposta di Microsoft di tariffe elettriche scaglionate è una risposta diretta a questa pressione. Brad Smith, presidente e vicepresidente della società, ha riconosciuto le preoccupazioni del pubblico, affermando che Microsoft è “in un momento in cui le persone hanno molto a cui pensare… Si preoccupano del prezzo dell’elettricità”. Suggerendo tariffe più elevate per i data center, Microsoft cerca di posizionarsi come stakeholder responsabile, mitigando l’impatto sulle comunità locali.
Tuttavia, anche questa mossa ha un tempismo strategico. Il presidente Trump ha pubblicamente chiesto che le aziende tecnologiche “paghino a modo loro” per quanto riguarda i costi energetici, esercitando ulteriore pressione sul settore. La volontà di Microsoft di impegnarsi su questo tema potrebbe essere vista come un tentativo di evitare ulteriori controlli politici e mantenere condizioni favorevoli per la futura espansione.
Il quadro più ampio: domanda di energia e crescita dell’intelligenza artificiale
Il crescente conflitto sul consumo energetico dei data center evidenzia una sfida fondamentale: la rapida crescita dell’intelligenza artificiale e del cloud computing richiede livelli di elettricità senza precedenti. Con l’aumento della domanda, l’infrastruttura di rete esistente fatica a tenere il passo, portando ad aumenti dei prezzi e blackout localizzati. Che si tratti di aggiustamenti tariffari, aggiornamenti della rete o fonti energetiche alternative, l’industria deve affrontare questo problema per evitare ulteriori reazioni pubbliche e garantire una crescita sostenibile.
Il futuro dello sviluppo dei data center dipende ora dalla ricerca di un equilibrio tra progresso tecnologico e benessere della comunità. La proposta di Microsoft è un passo in quella direzione, ma resta da vedere se sarà sufficiente a sedare le crescenti preoccupazioni.
