L’ascesa dei “doppelgänger dell’intelligenza artificiale”: gli esperti digitali possono sostituire la guida umana?

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Una nuova startup sta tentando di risolvere uno dei problemi più persistenti nell’era dell’intelligenza artificiale: come fornire una consulenza di esperti che sia effettivamente affidabile, privata e giuridicamente valida.

Onix, una piattaforma lanciata di recente guidata dall’ex collaboratore di WIRED David Bennahum, si descrive come un “Sottostack per chatbot”. Invece di iscriversi alla newsletter di uno scrittore, gli utenti possono iscriversi a un “Onix”, una versione AI di un celebre esperto umano addestrato a imitare le loro conoscenze, personalità e consigli specifici.

Trasformare la competenza in capitale

Il modello di business alla base di Onix è una risposta diretta alla “gig economy” dell’era digitale. Per professionisti come medici, terapisti o influencer del benessere, il tempo è la risorsa più limitata. Onix mira a trasformare la conoscenza di un esperto in un “capitale” che genera entrate 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza che l’esperto debba essere fisicamente presente.

Questo non è un territorio del tutto inesplorato. Ad esempio, l’esperta genitoriale Becky Kennedy ha costruito con successo un enorme business attorno a un chatbot specializzato. Per Onix, l’obiettivo è estendere questo modello a migliaia di esperti, a partire da un gruppo selezionato di 17 specialisti focalizzati principalmente su salute e benessere.

Risolvere il “problema dell’intelligenza artificiale”

La piattaforma tenta di affrontare le tre maggiori critiche agli attuali Large Language Models (LLM) come ChatGPT:

  1. Privacy: Onix utilizza la tecnologia “Personal Intelligence”, archiviando i dati dell’utente localmente e crittografati sul dispositivo dell’utente. L’azienda afferma che, anche su richiesta del governo, può fornire solo le informazioni di contatto di base, non il contenuto delle conversazioni private.
  2. Proprietà intellettuale: A differenza dei modelli generali di intelligenza artificiale che “raschiano” Internet senza autorizzazione, i bot Onix vengono addestrati specificamente sul contenuto fornito dagli esperti stessi, garantendo che vengano ricompensati per il loro IP.
  3. Precisione (allucinazioni): Utilizzando “guardrail” che limitano l’intelligenza artificiale a un argomento specifico, l’azienda mira a ridurre al minimo la tendenza dell’intelligenza artificiale a inventare cose.

Tuttavia, i primi test suggeriscono che questi guardrail non sono infallibili. Durante le prove degli utenti, i bot occasionalmente “rompevano il personaggio”, andando alla deriva in argomenti non correlati o fatti allucinanti quando venivano sollecitati con domande “jail-breaking”.

La zona grigia etica: orientamento contro trattamento

Una delle tensioni più significative all’interno di Onix è il confine tra guida educativa e consulenza medica.

Sebbene Onix includa chiare dichiarazioni di non responsabilità in cui si afferma che i suoi robot non forniscono cure mediche, la realtà del comportamento umano è diversa. In un mondo in cui molte persone utilizzano strumenti di intelligenza artificiale gratuiti come terapisti improvvisati perché non possono permettersi una vera assistenza sanitaria, la distinzione diventa confusa.

Ciò porta a diverse preoccupazioni emergenti:
* Posizionamento del prodotto: poiché questi robot sono addestrati da esperti che spesso vendono i propri prodotti (integratori, dispositivi o libri), l’IA tende naturalmente a consigliare quegli articoli specifici. Ciò crea un ciclo integrato di marketing automatizzato.
* La connessione umana: Sebbene un’intelligenza artificiale possa imitare “empatia” e “compassione”, manca di una presenza fisica. Esiste un rischio psicologico nel sostituire il supporto da uomo a uomo con una simulazione, soprattutto in contesti di benessere o salute mentale ad alto stress.
* Valutazione su larga scala: Mentre i 17 esperti iniziali sono attentamente controllati, Onix deve ancora definire come manterrà la qualità e l’etica man mano che cresce fino a includere migliaia di utenti.

La grande domanda: funziona davvero?

Come sottolinea il Dr. Robert Wachter dell’UCSF, la metrica definitiva per Onix è empirica: Funziona davvero?

Se un gemello digitale potesse aiutare con successo un utente a comprendere il proprio corpo, a gestire lo stress o a percorrere un “viaggio pediatrico” in modo più conveniente rispetto a un professionista umano, potrebbe essere uno strumento rivoluzionario per l’accessibilità. Tuttavia, se i robot non riescono a mantenere la precisione o a fornire una versione vuota dell’empatia umana, potrebbero rimanere poco più che opuscoli sofisticati e automatizzati.

Conclusione: Onix rappresenta un coraggioso tentativo di monetizzare le competenze umane attraverso l’intelligenza artificiale, offrendo un potenziale ponte per coloro che cercano una guida a prezzi accessibili. Tuttavia, il suo successo dipende dalla capacità di superare la sottile linea tra l’utile automazione e la perdita di un’autentica connessione umana.