Snap risolve la causa per dipendenza tecnologica prima del processo storico

19

Snap Inc. ha raggiunto un accordo in una causa ad alto rischio in cui si sostiene che la società abbia intenzionalmente progettato la sua piattaforma per creare dipendenza, anticipando un processo attentamente monitorato che potrebbe rimodellare le responsabilità legali per i giganti dei social media. Questa mossa arriva mentre si profilano casi simili contro Meta, TikTok e YouTube, segnalando un crescente fronte legale contro le aziende tecnologiche per l’impatto dei social media sulla salute mentale.

Il primo di tanti?

Questo caso rappresenta la prima importante prova di un nuovo argomento legale: secondo cui le piattaforme di social media sono intrinsecamente difettose e responsabili delle lesioni personali subite dagli utenti. Migliaia di cause legali intentate da adolescenti, distretti scolastici e procuratori generali dello stato sostengono che caratteristiche come lo scorrimento infinito, i video con riproduzione automatica e le raccomandazioni algoritmiche abbiano progettato comportamenti compulsivi, portando a depressione, disturbi alimentari e autolesionismo.

I querelanti chiedono non solo danni monetari ma anche cambiamenti fondamentali nel funzionamento di queste piattaforme. In caso di successo, ciò potrebbe aprire strade legali completamente nuove contro l’industria tecnologica, rispecchiando le controversie passate contro Big Tobacco.

I dettagli della transazione rimangono nascosti

L’accordo con Snap è stato finalizzato in un tribunale della California pochi giorni prima del processo programmato. Il caso è stato portato avanti da un’adolescente, K.G.M., che ha sostenuto che l’uso eccessivo dei social media ha portato direttamente ai suoi problemi di salute mentale. Sebbene i termini dell’accordo rimangano segreti, la mossa evita un processo pubblico che avrebbe potuto costituire un precedente dannoso.

Le trattative con Meta, TikTok e YouTube sono in fase di stallo, il che significa che rimangono imputati nelle cause legali in corso. Snap, nonostante abbia risolto questo caso, dovrà comunque affrontare ulteriori sfide legali in altre cause legate alla dipendenza.

Documenti interni sotto esame

I querelanti sostengono che i dirigenti di Snap, Meta e altri erano consapevoli della natura di dipendenza dei loro prodotti ma non sono riusciti ad agire in modo deciso. Si prevede che migliaia di documenti interni, compresi i presunti riconoscimenti di Mark Zuckerberg ed Evan Spiegel, verranno presentati come prove. Questi materiali presumibilmente dimostrano un disprezzo calcolato per la salute mentale degli adolescenti a favore della massimizzazione del coinvolgimento degli utenti.

Le società sostengono che non esiste alcun legame scientifico definitivo tra l’uso dei social media e la dipendenza e affermano inoltre che tali azioni legali violano i diritti di libertà di parola delle loro piattaforme. Questa strategia di difesa sarà messa alla prova man mano che gli altri casi andranno avanti.

L’esito di questi processi sarà fondamentale. Se i tribunali ritenessero le piattaforme di social media responsabili di danni legati alla dipendenza, ciò potrebbe innescare un’ondata di nuove normative e cambiamenti di progettazione, alterando radicalmente il modo in cui operano queste società. Le battaglie legali probabilmente rimodelleranno il rapporto tra i giganti della tecnologia e i loro utenti, costringendo potenzialmente a fare i conti sui costi reali dello scorrimento infinito.