Gli auricolari Aerofit 2 Pro di Soundcore tentano un’impresa audace: combinare la consapevolezza situazionale del design a orecchio aperto con l’isolamento acustico del tradizionale ANC in-ear. Questi auricolari si trasformano in modo univoco tra la modalità aperta e quella sigillata, adattando di conseguenza il loro profilo sonoro. Sebbene innovativi nel concetto, alla fine non riescono a mantenere la promessa di un’esperienza audio davvero versatile.
Il dilemma del design
Gli Aerofit 2 Pro si distinguono per l’ingombrante custodia di ricarica, che ricorda i telefoni Nokia dei primi anni 2000, che ospita una batteria sorprendentemente di lunga durata (7 ore standard, 34 con la custodia o 5/25 ore con ANC). Gli auricolari stessi, sebbene non siano grandi come suggerisce la custodia, sono più pesanti dei tipici modelli a orecchio aperto. Il loro design insolito del gancio per l’orecchio richiede la consultazione del manuale per padroneggiare le cinque posizioni di adattamento, con livelli 1-2 per l’ascolto aperto e 4-5 per la cancellazione del rumore.
L’adattamento fisico tra le modalità, sebbene intelligente, è complicato. Il tono predefinito degli auricolari quando si passa ad ANC può essere disabilitato, ma la transizione sonora rimane stridente. Le impressioni iniziali del suono in modalità chiusa sono sbilanciate, con bassi esagerati, che richiedono un breve periodo di ricalibrazione.
Qualità del suono: un miscuglio
In modalità aperta, gli Aerofit 2 Pro offrono un profilo sonoro sorprendentemente buono: alti chiari con maggiore risonanza nella fascia bassa rispetto alla maggior parte degli auricolari aperti. Tuttavia, il vero test sta nella cancellazione del rumore.
Sfortunatamente, la mancanza di cuscinetti compromette l’efficace isolamento acustico. Le frequenze alte e medie, in particolare le voci, filtrano in modo incoerente. L’ANC fatica ad adattarsi ai movimenti della testa, risultando in un’esperienza audio disorientante in cui i suoni si spostano da un orecchio all’altro. Il rumore a bassa frequenza è gestibile, ma le prestazioni negli scenari del mondo reale (come lo spostamento dei bidoni della spazzatura) rimangono inaffidabili.
Il problema ibrido
Soundcore riconosce i limiti degli Aerofit 2 Pro, affermando che non sono destinati a competere con gli auricolari ANC completamente sigillati in ambienti estremi. Ciò evidenzia un problema fondamentale: tentare di unire due progetti fondamentalmente diversi si traduce in un’esperienza compromessa. Sebbene l’idea di un auricolare ibrido sia intrigante, Aerofit 2 Pro dimostra che i tradizionali auricolari aperti o chiusi svolgono le rispettive funzioni in modo più efficace.
Aerofit 2 Pro rappresenta un esperimento utile, ma alla fine non è all’altezza di una raccomandazione pratica. Un percorso migliore potrebbe essere quello di concentrarsi sul perfezionamento dei design a orecchio aperto o dei modelli ANC convenzionali, piuttosto che forzare una soluzione ibrida che non eccelle in nessuna delle due categorie.






























